Domani, martedi', dalle 10.30 a Orsogna la ''Sagra dei Talami'' commentata dall'Arcivescovo Bruno Forte
"La vita, alimentata dal cibo eucaristico, è protesa verso il futuro della promessa di Dio e sperimenta al tempo stesso la gioia del dono già ricevuto e la speranza nella promessa non ancora pienamente compiuta. La Messa è la scuola della speranza che vince il dolore e la morte, la speranza che non delude e che è in persona il Signore Gesù": con queste parole l'arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, conclude l'illustrazione del tema che farà da filo conduttore per la "Sagra dei Talami", in programma domani, a Orsogna, dalle ore 10.30, con sfilata finale prevista a partire dalle ore 11.30.
"L'Eucarestia è la sorgente della speranza" è, infatti, il titolo della riflessione di Monsignor Forte, che il parroco di Orsogna, don Mario Persoglio, e l'Associazione culturale Talami hanno adottato per l'edizione di quest'anno.
L'arcivescovo - teologo di fama, il quale tra l'altro ha tenuto le meditazioni per Papa Giovanni Paolo II e la Curia durante il ritiro della Quaresima 2004 - sarà presente alla sfilata finale, in piazza Mazzini, commentando dal balcone del Municipio i passi biblici ai quali si ispirano i sette Talami.
Ciascuno di essi, trainato da trattori (salvo l'ultimo, portato a spalla), partirà da un quartiere diverso di Orsogna. Il primo, "Il sacrificio di Melchisedek", realizzato da Paolo Di Scipio, prenderà le mosse da "Li 'mburze" (via Borgo Romano). Il secondo, "Il sacrificio di Isacco", curato dal "Servizio C.a.g. dell'Ente d'ambito sociale ortonese n. 38", partirà dal "Quarte de la Ville" (corso Umberto I). Il terzo, "Il sacrificio dell'Esodo - Istituzione della Pasqua", realizzato dal Gruppo Scout Orsogna, si muoverà sempre dal "Quarte de la Ville", ma da via Adriatico. Il quarto Talamo, "La Pasqua ebraica - Preparazione dell'ultima cena", di Maria Antonietta Zumbo, partirà dal "Quarte Abballe" (piazza Martiri Civili). Il quinto, "La Pasqua di Gesù - Istituzione della Ss. Eucarestia", curato da Luigi Cerretano, avrà il suo punto di partenza in viale Raffaele Paolucci, nel "Quarte Ammonte". Il sesto, "La Pasqua cristiana - Vita dei primi cristiani", realizzato dalla locale Scuola Media, si muoverà dal "Quarte Abballe" (via Trento e Trieste). L'ultimo Talamo, il settimo, scenderà dal Belvedere di San Giovanni, portato a spalla dal "Gruppo alpini Orsogna": si tratta del "Pane del cielo", curato direttamente dall'Associazione culturale Talami Orsogna, che organizza l'intera manifestazione con il sostegno dell'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Alessandro D'Alessandro.
Il Talamo si presenta come un palcoscenico che ha alle spalle un fondale dipinto, davanti al quale ragazze e ragazzi, ma spesso anche adulti, interpretano i personaggi di scene tratte dalla Bibbia, restando immobili per tutta la durata del corteo. In cima al fondale, circondata da una raggiera, è posta una bambina che rappresenta la Madonna del Rifugio.
Il riferimento è al grande affresco con la Vergine dal volto bruno - la "Madonna Nera", secondo lo stile bizantino -, raffigurato anticamente nell'omonima cappelletta dove, secoli fa, in un mattino del martedì dopo Pasqua, fu allestito il primo Talamo. Quel dipinto era venerato perché considerato prodigioso: il popolo riteneva che, ogni anno, proprio all'alba del martedì di Pasqua, la Madonna mostrasse il volto non più nero, ma bianco, o muovesse gli occhi. La congrega che reggeva la chiesetta (distrutta durante la Seconda guerra mondiale) fece vestire alcuni ragazzi come i personaggi dell'affresco. Immobili sull'altare, i giovani rappresentarono la Madonna Nera, con il suo manto azzurro, mentre copriva quattro fedeli che la guardavano e pregavano.
L'iniziativa fu ripetuta negli anni. I Talami diventarono sei, uno per quartiere, portati a spalla per il paese da volenterosi fedeli che, negli ultimi decenni, sono stati sostituiti da camion e, quindi, da trattori. Le scene, per quanto arricchite dal punto di vista coreografico, non hanno perso l'originaria caratteristica, ma conservano tutto il loro fascino, la loro poesia, il loro misticismo.


