Tra sacro e profano, si ripete domani lo spettacolo teatrale itinerante della Sagra dei Talami di Orsogna
Se le condizioni meteorologiche saranno clementi, le festività pasquali si concluderanno domani, martedì 18 aprile, dalle ore 10 in Abruzzo con la Sagra dei Talami di Orsogna, uno dei riti pasquali più antichi e suggestivi, che risale all'epoca tardo medioevale ed è legato alla tradizione dei drammi liturgici. Si tratta di una rappresentazione teatrale in bilico tra sacro e profano: sui sei carri trainati da trattori e su un settimo, trasportato a spalla dal Gruppo alpini, giovani attori in costume interpretano, rimanendo immobili, scene del Vecchio e Nuovo Testamento, davanti a un fondale affrescato da artisti locali.
In alto vi è una bambina, posta su una spalliera a forma di raggiera, che impersona la "Madonna". Al significato strettamente religioso si aggiunge l'aspetto propiziatorio per il futuro raccolto, come testimonia il "carro delle messi", che un tempo accompagnava la sfilata, quando i contadini mimavano l'atto di zappare o di mietere il grano.
Quest'anno la Sagra - allestita dall'Associazione culturale Talami Orsogna in collaborazione con l'Amministrazione comunale - si coniugherà con diverse iniziative collaterali: lo stand gastronomico allestito dall'Associazione culturale Domenico Ceccarossi, nel quale saranno offerti i piatti tipici più gustosi della tradizione locale e sarà messa in palio, tramite una lotteria, una "pupa" gigante in pasta di mandorle e cioccolato; l' annullo filatelico realizzato con Poste Italiane, disponibile presso il Teatro comunale; un raduno di "madonnari" promosso dall'associazione Ceccarossi in
collaborazione con il Circolo artistico di Orsogna.
Il Talamo presenta analogie con i "Pageants" inglesi e gli "Auto Sacramentales" spagnoli, entrambi narrazioni di scene sacre interpretate da attori su palchi mobili. Il nome del "palco" orsognese – passando per il greco "thalamos" e il latino "thalamus" – deriva dalla radice "thal", che significa tenere, portare, sostenere.
Curioso è l'intreccio di storia e mito al quale si fa risalire la nascita del primo Talamo.
La leggenda vuole che esso sia nato in una cappelletta costruita dai fedeli in onore della Madonna del Rifugio. Qui i fedeli si ritrovavano la notte tra il lunedì e il martedì "in Albis" per vegliare un'immagine della Vergine dal volto nero (la "Madonna Nera"). Volto che, secondo i presenti, durante la veglia cambiava colore o muoveva leggermente i lineamenti. Tanto bastava per poter gridare al "miracolo".
Per secoli il quadro fu oggetto di grande venerazione: un'altra leggenda popolare voleva che si trovasse nel punto in cui, tra le foglie di un grosso fico, era apparsa la Vergine Maria, proprio una notte tra il lunedì e il martedì di Pasqua.
Il tema conduttore dell'edizione di quest'anno – che sarà ripetuta in notturna a Ferragosto – è "Deus Caritas est", ispirato alla prima enciclica di Papa Benedetto XVI.
I sette Talami partiranno dai singoli quartieri, in momenti successivi dalle ore 10 in poi, per
poi ritrovarsi tra mezzogiorno e le ore 13 in piazza Mazzini dove si terrà la sfilata conclusiva.
I carri sono stati curati quest'anno da Paolo Di Scipio, Gianni D'Alleva, Maria Antonietta Zumbo, Gruppo scout Orsogna, ragazzi e insegnanti della Scuola Media "Paolucci", nonché dall'associazione Talami.
La Sagra si ripeterà, come è tradizione dagli anni Sessanta, anche la sera di Ferragosto, quando il paese si riempie di turisti e dei tantissimi orsognesi che vivono all'estero.


